L'inaugurazione/

L'inaugurazione ela ristrutturazione

Sabato 10 gennaio ha inaugurato l’edificio antico della Scuola Primaria “Fedora Servetti Donati” di Budrio, grande evento di festa che ha sancito la fine del cantiere di miglioramento sismico ed efficientamento energetico.

La mattinata ha visto la partecipazione dell’Assessora Regionale Isabella Conti, della Sindaca di Budrio Debora Badiali e della Dirigente Scolastica Matilde Ferlini.

Numerosa e coinvolgente anche la partecipazione di studentesse, studenti, genitori, personale e insegnanti che hanno colto con entusiasmo il rientro nelle classi; la mattinata è stata inoltre impreziosita da un’esibizione dall’associazione budriese di ginnastica artistica nella ritrovata palestra della struttura.

“Oggi viene restituita ai bambini e alle bambine di Budrio una scuola più sicura, efficiente e accogliente – ha dichiarato l’assessora regionale Conti – Intervenire su un edificio storico come la scuola primaria Servetti Donati vuol dire riconoscere il valore educativo dei luoghi: spazi che hanno attraversato generazioni e che continuano a essere un punto di riferimento per la comunità. Un intervento importante per migliorare la sicurezza, l’efficienza e il comfort degli edifici scolastici ma anche un’occasione per rigenerare il patrimonio pubblico coniugando memoria, bellezza e innovazione a servizio dell’infanzia e del futuro della comunità.”

Soddisfazione anche della Prima Cittadina Badiali

“Dopo i cantieri delle vicine strutture sportive portiamo a termine entro i tempi stabiliti dal PNRR anche quello di questo edificio storico. Ancora una volta dimostriamo con i fatti l’importanza che questa amministrazione attribuisce alle giovani generazioni, alla volontà che frequentino luoghi sicuri e accoglienti.

Restituire alla comunità una scuola non solo sicura e funzionale, ma anche bella e rispettosa della sua storia, significa investire nel futuro dei bambini e nel patrimonio culturale.”

L’intervento generale, di importo pari a 2.250.000€ (risorse da PNRR e cofinanziato dal Comune di Budrio per 250.000€), ha riguardato principalmente lavorazioni di carattere strutturale mirate all’ottenimento del miglioramento sismico dell’edificio antico del plesso scolastico e dell’efficientamento energetico. Per consentire le lavorazioni è stato necessario delocalizzare – da aprile 2024 allo scorso dicembre – le bambine ed i bambini della primaria in altri fabbricati, predisponendo i locali a tale fine.

Miglioramento sismico: cosa significa

Il miglioramento sismico è l’insieme degli interventi che rendono un edificio esistente più sicuro in caso di terremoto. Non vuol dire ricostruire da zero secondo le norme più moderne, ma rafforzare le parti più fragili, riducendo il rischio di crolli e danni.
Nel caso della scuola primaria di Budrio, l’intervento riguarda soprattutto le parti superiori dell’edificio, vicino al tetto, e prevede:

  • Rinforzo delle murature, chiudendo vecchi vuoti e collegando meglio le pareti tra loro;
  • Consolidamento del tetto, con restauro o sostituzione delle travi in legno e inserimento di tavolati che lo rendano più rigido;
  • Inserimento di strutture in acciaio nella parte alta dell’edificio, come una “cintura di sicurezza” che lega le pareti e distribuisce meglio le scosse;
  • Messa in sicurezza degli elementi non strutturali, come controsoffitti e tramezzi, per evitare cedimenti locali.

Grazie a questi lavori, l’edificio sarà più resistente: non sarà mai “antisismico” come una nuova costruzione, ma sarà molto più sicuro per alunni, insegnanti e personale scolastico.

Efficientamento energetico: più comfort e meno consumi

Accanto alla sicurezza, si è scelto di intervenire anche sul fronte del risparmio energetico e del comfort ambientale. I lavori prevedono:

  • Isolamento termico dei solai e della copertura per ridurre le dispersioni di calore;
  • Nuovi controsoffitti che migliorano sia la resistenza al fuoco sia l’acustica delle aule;
  • Illuminazione a LED intelligente, che si regola in base alla luce naturale e alla presenza delle persone;
  • Nuovo sistema di regolazione del riscaldamento, con sensori e valvole termostatiche che migliorano la gestione del calore.

Inoltre sono stati effettuati importanti lavori di restauro del fregio, che dal 1904, data di inaugurazione della scuola, impreziosisce la facciata dell’edificio che con oltre un secolo di storia ha visto grazie a questi interventi nuova vita.

Fu una scuola veramente formativa, grazie alle capacità delle maestre, da lei sempre ricordate con riconoscenza. Per Fedora fu un’esperienza esaltante, ricca di opportunità, soprattutto per una bambina povera, come la gita a Ravenna, con la visione degli splendidi mosaici e, per la prima volta, del mare, o la lezione nella sua classe di Augusto Majani, professore all’Accademia di Belle Arti di Bologna, pittore e caricaturista già noto. Lezione particolare, animata dalla proiezione di diapositive, che lasciò un’impronta forte negli studenti budriesi. Fedora, in particolare, apprezzò quella capacità di comunicare un sapere vivo, che metterà poi alla base del suo lavoro di insegnante: “Imparavamo divertendoci” – scriverà 60 anni dopo. 

E quando incominciò finalmente a insegnare, mise a frutto la passione maturata per quella lingua italiana che aveva appreso solo a scuola, per quei poeti, delle cui liriche aveva riempito quaderni, ricopiandole e imparandole a memoria, perché non aveva la possibilità economica di comprare altri libri oltre a quelli scolastici. 

Soprattutto cercò di condividerla e trasmetterla ai suoi studenti, sperimentando metodi nuovi, con lavori moderni, ispirati a una didattica che metteva al centro l’alunno, coniugando l’apprendimento con gli interessi dei ragazzi, senza tuttavia rinunciare al rigore e anche, quando ci voleva, alla severità. Tante le testimonianze di ex alunni, conservate, che sottolineano “la passione con cui svolgeva il suo ruolo di docente, accettando ciò che ognuno poteva dare, ma non arrendendosi mai a richiedere sempre di più da ognuno” e la sua disponibilità sempre, anche terminate le scuole. Fino alla dedica che nel 2002, nel novantesimo compleanno di Fedora, gli “antichi” studenti della III E del San Domenico del 1961-62, a quarant’anni di distanza, apposero al suo ultimo libro, È Budrio un buon Castel del Bolognese: “Ciascuno di noi, nel suo percorso educativo, ha incontrato molti professori. Di pochissimi è rimasto forte il ricordo. Pochi hanno lasciato il segno. 

La professoressa Fedora Servetti Donati è fra questi”. Il 23 giugno 2002, al Teatro Consorziale di Budrio, alla presentazione del volume, tutta la classe rispose all’appello, fatto, come un tempo a scuola, dall’ex studente Alberto Ponzellini, editore del libro. 

A queste testimonianze di ex alunni si aggiungono anche i biglietti di ringraziamento di tanti genitori, come, per citare solo quello che la stupì di più, una “lettera al direttore” pubblicata, nel giugno 1965, sul settimanale “Epoca”, che le valse le congratulazioni del Provveditore agli studi.

Le caratteristiche prime dell’insegnante ritornano nel suo lavoro di storica: la necessità di condividere le sue ricerche, di renderle accessibili a tutti con uno stile piano, il rigore e l’amore per il suo paese. 

I video delle alunne e degli alunni

Nei mesi precedenti all’inaugurazione è stato fatto un lavoro importante dalle insegnanti dell’Istituto Comprensivo che con le alunne e gli alunni hanno ricostruito la storia della scuola grazie alle preziose testimonianze di Lorenza Servetti.